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La boiserie di legno di noce che scorre lungo tutto il perimetro della sala fu fatta realizzare da Guglielmo Coronini (1905-1990) adattando alcuni mobili e cassapanche del XVI e XVII secolo. Il pavimento è realizzato con legno di cedro del Libano mentre il soffitto, caratterizzato da volte a crociera come altri ambienti del piano terra, rappresenta il tentativo di ricostruire le antiche atmosfere del castello di Kromberk (Moncorona), proprietà della famiglia fino al 1947 ed oggi in territorio sloveno.Tra gli oggetti presenti nella sala spiccano i due dipint6i fiamminghi del XVI secolo, che costituivano i due sportelli laterali di un trittico: un perno montato sulla struttura lignea consente di vederne entrambi i lati.

Lavinia Fontana, Ritratto della contessa Caterina Rabatta Formentini, (inv. 900), 1585-1590, olio su tela
Accanto a uno dei divani, si notano un’arca battesimale del XVIII secolo interamente realizzata in tartaruga, un portacero di stucco e legno dorato e un tavolino spagnolo del XVII secolo intarsiato in ebano e tartaruga. Nella sala spiccano tre importanti dipinti: un Eros (inserito in una nicchia della libreria), una Donna di Spalle e un Paesaggio con pioggia d’oro: sono i frammenti di un dipinto perduto attribuito a Tiziano Vecellio (1490c.-1576).
Ai lati della porta due preziose sculture in peltro fuso di Franz Xavier Messerschmidt (1736-1783): L’uomo che guarda il sole e Lo starnuto.
Sulla parete a sinistra: il Ritratto di Caterina Rabatta Formentini di Lavinia Fontana (1552-1614) e Il sogno di S. Pietro, copia da Domenico Fetti (1589-1624). Sopra il caminetto un dipinto del XVII secolo riporta lo stemma comitale della famiglia Coronini. Agli angoli della parete con la vetrata due angeli cerofori settecenteschi di legno dorato di probabile scuola tedesca; a terra, accanto al tappeto persiano, un piccolo forziere del XVII secolo. A fianco del primo divano sulla sinistra, un tavolo ovale del Seicento acquistato in una taverna veneziana dal padre di Guglielmo Coronini, sul quale troneggiano un orcio di bronzo e un globo celeste del XVIII secolo. Sugli altri due tavolini, sulla destra, un candeliere d’argento inglese, un orologio a torre ottocentesco e una pendola tedesca del XVIII secolo.

Franz Xavier Messerschmidt, L'uomo che guarda il sole, (inv. 796), 1775-1783, peltro fuso, alabastro
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| Scuola di Anversa, Salomone e la regina di Saba; Santa Gertrude di Nivelles; Re David e i portatori d'acqua; Sant'Eligio di Noyons, (inv. 4, 5), prima metà XVI secolo, olio su tavola |
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