Restauri
Al momento dell’istituzione della Fondazione Coronini Cronberg, solo una parte dell’ingente patrimonio era stato sottoposto a vincolo dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali ai sensi delle leggi 364/1909 e 1089/1939, un’iter – fra l’altro – effettuato a più riprese nel 1922, 1923, 1951 e 1988, due anni prima della morte del conte Guglielmo Coronini.
La ristrutturazione a fini museali di spazi destinati fino a tempi recenti ad uso abitativo privato si profila come un problema complesso, che richiede la supervisione di un organo tecnico competente, capace di assicurare il rispetto di tutte le garanzie indispensabili alla salvaguardia e alla tutela dell’intero patrimonio vincolato. Tutto ciò anche in considerazione del fatto che alla morte del conte Coronini lo stato di manutenzione e conservazione di buona parte degli immobili e dei beni storico-artistici non appariva soddisfacente.
Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, tramite l’opera della Soprintendenza per i BAAPSAD del Friuli Venezia Giulia, ha fornito fin dall’inizio un ampio e insostituibile sostegno, rivolto alla corretta impostazione delle linee guida del “Progetto Museo” intrapresto dalla Fondazione Coronini. In tal senso, fondamentale e prioritaria è apparsa subito la necessità di una precatalogazione informatizzata (con schede OA, D, N ed S), comprensiva della campagna fotografica (primo esempio in regione), realizzate dalla Soprintendenza secondo le direttive dell’Istituto Centrale del Catalogo e Documentazione di Roma. In tutti questi anni sono state redatte oltre 8.000 schede, che costituiscono la base conoscitiva per ogni attività.
Grazie ad un cospicuo e pluriennale impegno finanziario del Ministero, inoltre, è stato possibile attuare una serie di restauri delle opere d’arte che versavano in precarie condizioni conservative.
Sempre con il contributo del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, si è potuto procedere con l’opera di disinfezione e disinfestazione del materiale archivistico e bibliografico. Ciò ha consentito di procedere anche all’opera di precatalogazione del fondo, attraverso un contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, iniziata nel 1991 e conclusasi nel 2002 con un ulteriore finanziamento giunto da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, che ha consentito di inventariare anche tutti i documenti più recenti (dagli anni Quaranta del Novecento fino al 1990).
Ulteriori contributi del Ministero hanno permesso di concludere l’inventariazione del patrimonio librario, oggi composto da oltre 22.000 volumi.
Oltre a quello del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali, fondamentale è stato il contributo della Regione Autonoma FVG che, non solo ha permesso nel corso degli anni il recupero di importanti opere d’arte, ma soprattutto ha concesso nel 2001 il finanziamento che ha reso possibile la ristrutturazione architettonica dell'intero complesso (ex scuderie e palazzo).
Numerose le opere d’arte che sono state restaurate dalla Fondazione Coronini Cronberg onlus dal 1991 ad oggi, anche grazie alla generosità di numerosi sponsor privati.
I contributi finanziari della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia stanno permettendo alla Fondazione Coronini di pubblicare la collana dedicata alle "Collezioni" e di programmare annualmente interventi di restauro che coinvolgono numerose opere d’arte; oltre alla collezione d’armi (pezzi fra armi bianche e da fuoco) e a quella degli argenti da tavola e posate (oltre un migliaio di pezzi), è stato possibile restaurare numerosi oggetti, tra cui mobili e dipinti. Anche altri istituti bancari sono intervenuti finanziariamente, nel corso degli anni, a sostegno delle collezioni Coronini: la Cassarmarca di Gorizia e il Credito Cooperativo Cassa Rurale ed Artigiana di Lucinico, Farra e Capriva.
Anche alcune associazioni cittadine hanno espresso la loro solidarietà alla Fondazione Coronini finanziando alcuni restauri: il Lions Club Gorizia Host, il Rotary Club Gorizia e il Lions Club Maria Theresia Gorizia.
I Musei Civici di Trieste, infine, hanno fornito gratuitamente i loro esperti per curare i restauri di diciotto dei venticinque ventagli che compongono la collezione Coronini.
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