Salotto veneziano

Dal soffitto pende un imponente lampadario di vetro di Murano del XVIII secolo. Alle pareti sete indiane di produzione veneziana (XVIII secolo) dipinte a mano con motivi d’ispirazione orientale. Il salotto di lacca verde e oro, è formato da un canapè e sei sedie, alcune con la seta originale altre con stoffe ottocentesche ricamate a piccolo punto; il tavolo in legno dorato è del XIX secolo.
![]() |
Sulla parete di fronte una console veneziana della stessa epoca intagliata con motivi a rocaille abbinata a una grande specchiera sulla cui sommità è intagliato un ricco trofeo con aquila e lance; sopra c’è un vaso orientale di porcellana bianca.
Sulla parete con la porta che conduce alla sala seguente c’è uno splendido trumeau decorato con oltre 280 figure di carta dipinte, ritagliate ed incollate al mobile (la tecnica della cosiddetta “lacca povera”) che suddivise per soggetti determinavano l’iconografia dei mobili (in questo caso la caccia); sopra la porta c’è il Ritratto di Guidobaldo Cobenzl di Martin van Meytens (1695-1770) pittore della corte asburgica, e alla sua sinistra una vetrinetta in stile tardo Barocco in cui si possono ammirare: una scatola portagioie in vetro di Murano del XVIII secolo, una lampada orientale ripiegata a soffietto, due boccali di cristallo, una fiasca ecclesiastica in vetro soffiato, un astuccio portasigaro, una bambola settecentesca, cinque boccette di cristallo e un vaso cinese di porcellana. Sulla parete opposta, tra le due finestre una console del XVIII secolo con gambe a capriolo e decorazioni a rocaille sulla quale è poggiato un enorme portafrutta di porcellana Meissen.
Sopra il grande Ritratto della contessa Maria Teresa de Fucs, figlia della precettrice di Maria Teresa anch’esso eseguito da van Meytens; agli angoli gli altri due specchi veneziani del XVIII secolo con la personificazione dei continenti (in questo caso Europa e Africa), che completano i due del Mezzanino.
Indietro: Camera di Guglielmo
Avanti: Salone centrale




