Oggetto del mese
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Album di ricordi di Sophie de Fagan

Album di ricordi di Sophie de Fagan
Pelle, argento, tecniche miste su carta
1812-1825 circa
Iscrizioni: “S”
Inv. 1935

Prerogativa prettamente se non esclusivamente femminile, gli album di ricordi  raccoglievano sulle loro  pagine bianche, non di rado finemente rilegate, firme, dediche, versi, disegni, stampe, collage o altri tipi di creazioni lasciati da parenti e amici. La loro funzione era principalmente affettiva e sentimentale, il loro scopo poter rievocare nel tempo, anche a distanza di anni, il ricordo delle persone amate. Talismani pressoché irrinunciabili per ogni fanciulla di buona famiglia dell’aristocrazia e della borghesia, prodotti in gran numero nel corso di tutto l’Ottocento, questi album sono giunti fino a noi solo in pochi esemplari, spesso mutili o smembrati. Raramente compresi nelle collezioni di musei e biblioteche, salvo i casi in cui potevano vantare una proprietaria particolarmente illustre o di sangue reale, essi sono in realtà documenti storici unici e preziosi, capaci di fornire indirettamente una quantità di informazioni sul mondo femminile del XIX secolo, sul grado di educazione delle donne, sui loro sogni e aspettative, sui rapporti con la famiglia, sulla loro rete di frequentazioni e conoscenze. Informazioni che diventano tanto più interessanti qualora la proprietaria dell’album sia un personaggio noto, collocabile in un preciso contesto storico, geografico e sociale, come nel caso di Sophie de Fagan, moglie di Michele Coronini Cronberg.

Il suo album, rivestito di pelle nera, presenta sui bordi una doppia filettatura in argento a rilievo e, al centro, l’iniziale “S”. La compilazione di un album poteva durare pochi anni o tutta una vita, ma nel caso di Sophie, i ricordi, non sempre firmati e non sempre accompagnati da una data, coprono un periodo di soli tredici anni, a cominciare dal 12 agosto 1812, giorno a cui risale la dedica anonima in prima pagina, composta da colui o colei che le fece dono dell’album, fino allamorte di sua madre Marie Thérèse Pauline de la Woestine, avvenuta a Parigi il 6 ottobre 1825, rievocata in un acquerello, privo di commento, che rappresenta la tomba di entrambi genitori, nel cimitero Père Lachaise. Tra i ricordi affidati all’album, vi sono anche alcuni versi composti proprio nel giorno delle nozze con il conte Michele Coronini Cronberg, celebrate a Vienna il 12 ottobre. L’acquerello che li accompagna, raffigurante un elegante palazzo bianco di gusto neoclassico, rappresenta il luogo in cui si tenne la cerimonia, identificabile con la villa situata nel sobborgo viennese di Hietzing, di proprietà del conte Charles Thiennes de Rumbeke e di sua moglie la contessa Charlotte Cobenzl, prozia di Sophie.

A giudicare dai nomi dei compilatori, l’album di Sophie veniva probabilmente presentato come liber amicorum agli ospiti e ai conoscenti che frequentavano la sua abitazione e che partecipavano ai suoi ricevimenti, soprattutto in ambito goriziano.

In generale i vari ricordi, lasciati senza un preciso ordine cronologico, dal momento che si concedeva agli autori la libertà di scegliere la pagina che preferivano, comprendono dediche, componimenti poetici, disegni isolati o accompagnati da versi. Gli argomenti trattati nei testi, ma a cui alludono talora anche le immagini, sono l’amicizia, gli affetti, la lontananza, a cui si aggiungono talora massime morali e consigli. I versi sono quasi sempre creazioni originali, di qualità assai modesta, se non mediocre, come i disegni a matita o i piccoli acquarelli, che rappresentano quasi esclusivamente fiori, paesaggi e ritratti. Le opere più pregevoli, un ritratto femminile a matita, una Sacra Famiglia en grisaille con rialzi dorati e una bella silhouette, sono purtroppo anonime. Per quanto riguarda invece i testi è interessante notare come fosse tutt’altro che insolito l’impiego di lingue diverse. Prevalente appare nell’album di Sophie l’uso del francese, idioma largamente diffuso presso tutta l’aristocrazia europea, ma non mancano contributi in italiano e in tedesco. Anche il ricorso a una bella grafia aveva solitamente un ruolo importante nei ricordi lasciati sugli album. Non di rado la scrittura assumeva essa stessa una funzione decorativa, alternando diversi tipi di caratteri, dal corsivo inglese, al rotondo e al Kurrentschrif diffuso in area tedesca, e andando talvolta a creare disegni e cornici, come nel caso dei versi che racchiudono al loro interno una piccola stampa di paesaggio.