NIHON FŪZOKUE. Mode e luoghi nelle immagini del Giappone Edo-Meiji
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NIHON FŪZOKUE. Mode e luoghi nelle immagini del Giappone Edo-Meiji

La collezione Coronini Cronberg di Gorizia
Palazzo Coronini Cronberg 07 maggio 2022 - 26 marzo 2023

Fin dalla seconda metà dell’Ottocento, le magnifiche stampe a colori prodotte in Giappone erano divenute oggetto di un collezionismo diffuso e ossessivo, a cui non sfuggì, oltre un secolo più tardi, lo stesso conte Guglielmo Coronini Cronberg a cui si deve l’acquisto, negli anni Settanta del Novecento, di un nucleo di oltre 300 opere comprendente silografie policrome e illustrazioni di volumi a stampa in bianco e nero. Attraverso una selezione degli esemplari più pregevoli e significativi la mostra intende raccontare la storia, la vita quotidiana, gli usi e i costumi di un paese dalla cultura complessa e raffinatissima, che gli europei percepirono a lungo come la quintessenza dell’esotismo.

Durante gli oltre duecentocinquant’anni del governo militare del casato Tokugawa (1603-1868) il Giappone aveva sviluppato tutte le caratteristiche di una società complessa e moderna, contrassegnata da un alto grado di alfabetizzazione e da un vivace mercato editoriale.

Le stampe prodotte tra il XVII e il XIX secolo celebravano anzitutto il cosiddetto “mondo fluttuante” (ukiyo), ovvero  le mode, le tendenze e i luoghi dell’intrattenimento che si erano sviluppati all’interno delle città:  i quartieri di piacere, come quello di Yoshiwara, situato nell’area nordest di Edo (l’odierna Tōkyō), con le sue cortigiane che attiravano visitatori da tutto il paese, e i distretti dei teatri, dove gli attori kabuki, venerati al pari di star del cinema, mettevano in scena storie di amori sfortunati o di drammatiche vendette, ispirate ai classici della letteratura o alle vicende di attualità. Le immagini di vedute, che si affermarono come genere specifico all’inizio del XIX secolo, riflettevano invece l’interesse per i pellegrinaggi e il turismo domestico, rifacendosi alla più antica tradizione dei meisho (luoghi famosi) che divenne una vera e propria specialità pittorica.

Negli ultimi decenni dell’Ottocento, accanto ai soggetti tradizionali, nelle stampe fecero la loro comparsa anche espliciti riferimenti agli eventi che stavano segnando la storia e la società del Giappone entrato nell’era Meiji (1868-1912): l’apertura all’Occidente, l’introduzione di novità scientifiche e tecnologiche, il processo di industrializzazione e la nuova struttura politica nazionale che riportava al centro la figura imperiale, oltre agli eventi relativi al conflitto bellico con la Cina (1894-1895).

Una parte consistente delle opere esposte, infine, è costituita da pagine provenienti dai popolarissimi libri illustrati, capillarmente diffusi grazie a un fiorente mercato editoriale. Realizzati spesso con il contributo di artisti famosi dell’ukiyoe come Suzuki Harunobu, Katsushika Hokusai e i suoi allievi, comprendevano opere di ogni tipo: testi di calligrafia, manuali di pittura, repertori di animali e piante, rappresentazioni di attività quotidiane e viaggi, immagini satiriche. Pagine sciolte che, nella loro raffinata essenzialità, contribuiscono a offrire un affascinante spaccato della società giapponese in un periodo storico di straordinaria vitalità culturale e di grandi trasformazioni.

ORARI
Aperto
da mercoledì a domenica: 10.00-13.00; 15.00-18.00
(Le visite  guidate partono all’inizio di ogni ora. Ultimo ingresso in Palazzo la mattina ore 12.00, il pomeriggio ore 17.00)

Chiuso
lunedì e martedì

BIGLIETTI
Ingresso Palazzo comprensivo di mostra e visita guidata
Intero:  € 8,00
Ridotto studenti: € 6,00
Gratuito: bambini fino ai 10 anni, disabili

Calendario eventi collaterali

Mostra realizzata con il contributo di
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia

con la collaborazione di
Archivio di Stato di Gorizia
Comune di Gorizia
Associazione YKIAT di Trieste

con il patrocinio di
Consolato Generale del Giappone a Milano
Dipartimento di Lingue, Letterature, Culture e Mediazioni dell’Università degli Studi di Milano
Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano
CARC (CONTEMPORARY ASIA RESEARCH CENTRE)
AISTUGIA (Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi)

e per il catalogo della collaborazione di
Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture straniere dell’Università degli Studi di Bergamo

sponsor tecnico
TecnoAdvance di Paolo Roberto Verre