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Stampe

  La collezione di stampe, attualmente composta da 1287 esemplari, pare risalire già ai tempi di Michele Coronini (1793-1876), trisnonno dell’ultimo conte, al quale apparteneva quello che può considerarsi il nucleo originario della raccolta, costituito da centoventisei fogli, comprendente soprattutto opere del XVI e del XVII secolo. In questo gruppo figurano alcune delle stampe più preziose, come il Sacrificio di Salomone di Luca di Leida, il San Girolamo di Cornelis Cort su disegno del Muziano o la serie completa della Vita della Vergine di Hendrick Goltzius. Nel secolo successivo la collezione fu ulteriormente accresciuta dal conte Carlo, egli stesso acquafortista di cui restano numerose testimonianze, e da suo figlio Guglielmo, con un prevalente interesse per l’incisione di epoca rinascimentale e barocca, ma anche per opere, di minore valore storico artistico, più direttamente legate alla realtà locale, come stampe devozionali e popolari, vedute di città e un consistente numero di litografie.

  Alla personale iniziativa di Guglielmo si può ricondurre anche l’acquisto del gruppo di 387 stampe giapponesi.

Battista Franco, Il sacrificio di Melchisedech, (inv. 3691), acquaforte e bulino Agostino Carracci, Ritratto di Tiziano, (inv. 3681), 1587, bulino Barthelemy Joseph Fulcran Roger, Apollo istruisce i pastori di Admeto, (inv. 3642),  inizio XIX secolo, acquaforte e maniera a punti a colori

Rembrandt, Ritrato di vecchio, (inv. 868), 1630, acquaforte e puntasecca Utagawa Kuniaki, Neve di primavera con il principe Genji della capitale Est, (inv. 6748, 6749, 6750), 1864, xilografia a colori
Francesco Bartolozzi, Venditrice di gamberetti, (inv. 3783), acquaforte e maniera a punti

 

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